Orto sul colle dell’Infinito

Ultima modifica 5 marzo 2021

Orto sul Colle dell’Infinito

Nel 1819 Giacomo Leopardi compose la celebre poesia L’Infinito. In quindici versi il poeta descrisse un’esperienza più volte vissuta nel piccolo orto del monastero medievale di Santo Stefano a Recanati, in cima ad un colle a pochi passi da casa, intitolato dal 1837, anno della sua morte, Colle dell’Infinito. Il monastero allora era abbandonato e Leopardi vi trovava pace e solitudine, ma soprattutto una vista a perdita d’occhio, aldilà delle piante che cingevano l’orto, capace di evocare in lui il pensiero e la sensazione dell’infinito.

Nel 2019, bicentenario de L’Infinito, l’orto è stato riaperto al pubblico dal FAI dopo un lungo lavoro di restauro. Restituito oggi al suo semplice decoro, è un giardino punteggiato di alberi e ortaggi, fiori e frutti, quieto e silenzioso, da cui ancora si gode, aldilà di un muro, una vista eccezionale che spazia sulle dolci colline marchigiane fino al mare e ai monti. E’ un luogo capace di evocare, oggi come allora, il pensiero dell’infinito.

L’Orto si raggiunge dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani che, dopo un restauro a cura del FAI, grazie anche al fondamentale contributo di Regione Marche, offre un’originale introduzione: una “visita guidata” dentro la poesia L’Infinito, un coinvolgente racconto, mediato da tecnologie immersive, che parte dalla rilettura dei celebri versi e si addentra nella storia, nel significato e nella forma della poesia, offrendone diverse letture, per scoprire e riscoprire questo capolavoro della poesia di tutti i tempi.

Orario di apertura:

Da martedì a domenica - Lunedì chiuso

1 aprile – 30 settembre: 10.30 – 19.00 (orario da riconfermare)

1 ottobre – 31 marzo: 9.00 – 17.00

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario indicato

Per informazioni: 071 4604521

faiortoinfinito@fondoambiente.it

www.ortoinfinito.it