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Comunardo Braccialarghe di Macerata (ha pubblicato con lo pseudonimo di Folco Testena oltre 50 libri, tra saggi e romanzi). Giornalista e letterato emigrato in Argentina. Nacque nel 1875, figlio di un operaio recanatese che militava nella prima Internazionale, da piccolo si trovò in contatto col settore “bakuninista” del socialismo d’ Italia, con Cipriani, Andrea Costa, Enrico Malatesta, Pietro Gori ed altri. Dopo una partecipazione sociale avanzata, rimase incantato dal fascismo. Già a Buenos Aires, fu redattore del giornale La Patria degli Italiani e fondò nel 1916 L’Italia del Popolo. Fu anche direttore del Giornale d’Italia. Scrittore fecondo, conferenziere e poeta, era molto conosciuto nella gioventù letteraria argentina. Tra le sue opere meritano di essere menzionate le seguenti traduzioni dallo spagnolo: Lo Specchio della Fonte, di Rafael A. Arrieta, 1915; Melpomene e Ninfea, di Arturo Capdevila, 1916; Minuscole, di Pedro Prado, 1918: Martin Fierro, di Hernandez, 1919 ed altri. Scrisse anche libri di poesia e politica. Autore di Argentina 1948, opera di carattere storico. Nel 1950 pubblicò General Josè de San Martin e la sua epoca. Compendio storico redatto per gli italiani immigrati nella Repubblica Argentina, e nello stesso anno cominciò a pubblicare col titolo di Teatro Argentino, una collezione di opere tradotte da lui in italiano. Testena morì a Buenos Aires nel 1951. Padre del diplomatico italiano Giorgio Braccialarghe, che fu durante vari anni Console Generale d’Italia in Cordoba.