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(Roma, 9 gennaio 1849 – Roma, 14 maggio 1910) è stato un architetto romano. Attivo durante la fine dell'800, è stato uno dei più celebri architetti di Roma capitale del nuovo Regno d'Italia. La sua famiglia era di origine tirolese, suo nonno era il pittore Joseph Anton Koch. Gaetano si laureò nel 1872 in architettura e ingegneria civile, proprio mentre l'Urbe, appena divenuta capitale del Regno, assisteva al più intenso boom edilizio dai tempi dell'impero. In questa effervescenza costruttiva a Koch, nonostante la giovane età, furono affidati i primi incarichi professionali nell'ufficio tecnico della Società dell'Esquilino, che costruiva i grandi immobili destinati alla borghesia impiegatizia attorno alla nuova Piazza Vittorio. Questi progetti furono il suo trampolino di lancio; dopo, l'ingegnere continuò a progettare ininterrottamente per i successivi trent'anni, preferibilmente grandi immobili, o edifici commissionati da famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia. Il suo nome è legato soprattutto ad alcune delle opere principali realizzate nella Roma umbertina: Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia, i due palazzi a portici che formano Piazza della Repubblica edificati sull'esedra delle Terme di Diocleziano tra il 1887 ed il 1898. Portano la sua firma inoltre il Palazzo Mengarini, residenza romana della famiglia Agnelli, sempre a Roma, e Palazzo Piombino, poi Palazzo Margherita, l'attuale sede dell'Ambasciata degli Stati Uniti in Via Veneto. Ha anche operato per la famiglia Hueffer con il villino in Via Nazionale 191, oltre ad aver costruito un palazzo sulla piazza Cavour, piazza sede del "nuovo" tribunale e dell'erigendo "Politeama" (attuale cinema Adriano). Inoltre i palazzi Voghera, Lavaggi Pacelli e Calabresi. Nel 1905, dopo la morte di Giuseppe Sacconi, che ne fu il progettista, collaborò anche alla realizzazione del Vittoriano come direttore dei lavori, insieme a Manfredo Manfredi e Pio Piacentini. Fu anche autore delle decorazioni dell'Aula Magna del Palazzo Comunale di Recanati in occasione del primo centenario leopardiano.