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Artigiano. Armando Cingolani è nato a Recanati, in località Castelnuovo, da una modesta famiglia l’11.07.1902 dove visse la sua fanciullezza frequentando la scuola fino al compimento della quinta elementare. Fin da bambino dimostrò il suo interesse per la lavorazione del legno costruendo da solo giocattoli e piccoli oggetti, all’età di 14 anni chiese e ottenne di lavorare presso la premiata ditta di mobili Eugenio Maggini in Castelnuovo nella quale emersero ben presto la sue qualità di abile e diligente apprendista. Dal 1918 frequentò un corso serale di disegno alla rinomata scuola recanatese Calcagni, nella quale tra ‘800 e ‘900 avevano insegnato importanti maestri come F. Ghirotti, C.Peruzzi, P.Ramponi, A.Politi.. Dopo aver conseguito il relativo diploma, gli fu attribuita dalla ditta Maggini, la qualifica di ebanista grazie alla quale poteva iniziare nuove e importanti esperienze sul campo della costruzione del mobile artistico. Nel 1929 si era sposato con una ragazza del luogo, Erina Patrizi, dalla quale ebbe il figlio Mario che apprese dal padre la professione . Dal ’40 fu chiamato a Berlino come operaio specializzato responsabile ebanista in una ditta di costruzione. A Recanati tornò dopo due anni in seguito alla dolorosa perdita della moglie e venne prontamente riassunto dalla ditta Maggini. Nel 1946 consolidate ormai le sue capacità professionali nel vasto campo della falegnameria iniziò la sua lunga attività di artigiano aprendo un suo laboratorio sempre a Castelnuovo, applicando la sua perizia ad ogni genere di costruzione in legno, soprattutto a sale da pranzo e camere da letto in ogni genere e stile. Nel settembre del ’47 fu invitato dal Comune ad esporre le sue opere nell’ambito di una mostra di artigianato dedicata alle onoranze di Monaldo Leopardi nel 1° centenario della morte, ottenendo il diploma e la medaglia d’oro per il miglior lavoro. Il Cingolani si dedicò molto anche alla vita sociale , essendo stato uno dei fondatori del Dopolavoro di Castelnuovo, inoltre svolse l’attività di consigliere presso la società del Mutuo Soccorso sotto la presidenza dell’avvocato Celso Minestroni. Nel ’57 lasciò Castelnuovo trasferendo la sua attività in un nuovo laboratorio in viale Adriatico, dove insieme al figlio continuò la sua attività artigianale. Morì nel 1974 a 72 anni ancora in pieno fervore e pronto per prestare la sua infaticabile opera.