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L'ingegnere Antonio Bianchi fu l’ autore del monumento dedicato ai caduti della battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860, il “Sacrario–Ossario”, eretto negli anni 1861-1870 sul colle di Mirano ai margini meridionali della Selva di Castelfidardo, dove si svolse la fase più cruenta della battaglia. Il Sacrario-Ossario è un monumento di rilevante entità con una grande valenza simbolica ed iconografica tipica del pensiero risorgimentale. Originariamente il monumento era sconsacrato, poi nel 1956 la nobildonna Maria Lucrezia Lepetit, duchessa Ferretti di Castelferretto, chiese ed ottenne dal Vescovo di Recanati di benedire il monumento e le spoglie dei soldati, e nella colonna centrale fu collocata una croce cristiana. Attorno al monumento furono messi a dimora cipressi e siepi come cornice. Nato a Recanati e per lunga consuetudine di vita considerato loretano, era stato sin da giovane nelle congiure. Nel 1848 fu portabandiera del battaglione universitario romano sui campi della gloria e a Vicenza rimase ferito ad una gamba. Nel 1849 prestò la sua opera nei gravi cimenti tra cui si dibatteva la repubblica e fu nell'Ascolano contro i briganti. Caduta la repubblica fu precettato politico e gli venne vietato di eserci-tare per parecchi anni la professione. Dal 1850 al 1859 cospirò tra Loreto e Recanati; fu dei primi ad abbracciare le massime di quella Società Nazionale, che per opera di Manin, di Pallavicino e di La Farina, cui si univa Garibaldi, proclamò la necessità di far base di ogni speranza, per arrivare alla unità e libertà, la Casa Savoia. E nei Comitati della Società, che tanta influenza ebbero dal 1857 al 1860 nello Stato pontificio, specialmente per la propaganda delle idee liberali, fu influentissimo in tutta la Marca ed ebbe importantissimi incarichi di gran fiducia. Quando l'esercito Piemontese entrò nello Stato della Chiesa fu subito in relazione col Comando, e quando la flotta fu di fronte ad Ancona egli ebbe la guida di una flottiglia di barche da pesca destinate a prestarsi per molteplici servizi. Bianchi morì nel 1904 a Recanati.