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Vincenzo Gioberti (5 aprile 1801 - 26 ottobre 1852) è stato un italiano filosofo , pubblicista e politico .Gioberti è nato a Torino . Fu educato dai padri dell'Oratorio, al fine di sacerdozio e ordinato nel 1825. Poco sotto l'influenza di Mazzini , la libertà d'Italia, divenne il suo scopo principale nella vita, la sua emancipazione, non solo dai padroni stranieri, ma di modi di pensiero estraneo al suo genio, e dannoso per la sua autorità europea. Questo ente è stato nella sua mente alla supremazia papale, anche se in un modo piuttosto che politico. Questo leitmotiv informa quasi tutti i suoi scritti, e anche la sua posizione politica rispetto al governo clericale del partito- gesuiti , e la corte del Piemonte dopo l'adesione di Carlo Alberto (Torino, 5 aprile 1801 – Parigi, 26 ottobre 1852) fu un presbitero, patriota e filosofo italiano e il primo Presidente della Camera dei deputati del Regno di Sardegna, esponente di primo piano del Risorgimento italiano. Biografia Filosofo e uomo politico italiano (Torino 1801-Parigi 1852). Laureato nel 1823, dopo essere stato ordinato sacerdote, fu nominato tre anni dopo cappellano di corte. Il suo carattere instabile ma culturalmente vivace e molto aperto lo portò a interessarsi anche di problemi politici e a simpatizzare per la Giovine Italia (anche se non è storicamente provata la sua diretta appartenenza a questa associazione). Sospetto alla polizia piemontese per le sue idee innovatrici, giudicate addirittura rivoluzionarie, venne arrestato e costretto all'esilio nel 1833. Recatosi prima in Francia, nel dicembre 1834, passò poi in Belgio, a Bruxelles, dove insegnò in un istituto privato, maturando i principi del suo sistema filosofico e politico. Pubblicò La teorica del sovrannaturale (1838), l'Introduzione allo studio della filosofia (1840), Del Bello e del Buono (1841-42),Primato morale e civile degli Italiani(1843), i Prolegomeni al Primato (1845) e il Gesuita moderno (1847), subito seguito dall'Apologia del libro intitolato il Gesuita moderno. I nuovi sviluppi politici interni e internazionali degli anni 1846-48 rafforzarono il prestigio di Gioberti che fu eletto al Parlamento subalpino per la corrente moderata nelle circoscrizioni di Genova e Torino e ottenne di tornare in patria. Ministro nel governo Casati, divenne presidente del Consiglio dal dicembre 1848 al febbraio 1849, ma la sua politica ambigua e soprattutto la sua offerta di intervento armato per ripristinare sul trono il papa e il granduca di Toscana contro le repubbliche di Mazzini e Guerrazzi gli alienarono il sostegno dei democratici senza riuscire a conquistargli l'appoggio dei reazionari. Dopo la sconfitta di Novara si ritirò in esilio volontario a Parigi, dove rimase ad approfondire gli studi filosofici e a meditare sull'esperienza fallita della I guerra d'indipendenza e della sua stessa politica. Le opere principali di questo secondo periodo sono:Del rinnovamento civile d'Italia(1851), Della riforma cattolica della Chiesa, La teorica della mente umana (entrambe pubblicate postume).