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Filippo Turati (Canzo, 26 novembre 1857 – Parigi, 29 marzo 1932) è stato un politico e giornalista italiano, tra i primi e importanti leader del socialismo italiano e tra i fondatori a Genova, nel 1892, dell'allora Partito dei Lavoratori Italiani.
Fu un noto pubblicista e letterato, che si era avvicinato al Socialismo dopo l'incontro, a Napoli nel 1884, con l'ideologa rivoluzionaria marxista Anna Kuliscioff, allora moglie di Andrea Costa e con la quale strinse un profondo legame di amicizia.
Assunse, insieme a lei, nel 1891, la direzione della rivista La critica sociale.
Dopo lo scioglimento del partito da parte di Francesco Crispi, nel 1896 fu eletto deputato in un collegio milanese. Durante le repressioni che seguirono ai movimenti popolari del 1898, Filippo Turati venne incarcerato e condannato a dodici anni di carcere, ma seppe, una volta liberato, riprendere con vigore la direzione del partito, che indirizzò secondo la sua personale tendenza moderata riformista, segnalandosi per la sua critica alla guerra in Libia e per l'opposizione all'entrata italiana nel primo conflitto mondiale, nel 1915.
Da questo atteggiamento poco affine alle posizioni più radicali del partito scaturì presto una rottura con alcune fazioni, tra cui quella comunista.
Nel 1921, a Livorno, i suoi oppositori si staccarono dal Partito socialista italiano per dar vita al nuovo Partito comunista italiano. Turati fu anche accusato, in maniera probabilmente strumentale, di non aver condotto una ferma politica antifascista.
Da queste ennesime critiche scaturì il suo allontanamento dal Partito. L'anno successivo Turati fondò il nuovo Partito socialista unitario. Dopo la vittoria definitiva del Fascismo, segnata drammaticamente dal delitto del deputato socialista Giacomo Matteotti del 1924, Turati decise nel 1926, dopo aver preso parte alla secessione dell'Aventino, di emigrare in Francia.
Qui continuò l’attività politica collaborando con molti giornali ed occupandosi in prima linea dell’emigrazione socialista e dell'organizzazione di una concentrazione antifascista, nonché del progetto di riunificazione del partito.
Dopo un anno segnato da grandi sforzi di denuncia internazionale della dittatura di Mussolini, Filippo Turati si spense, a Parigi, il 29 marzo del 1932.

 

Filippo Turati (Canzo, November 26, 1857 - Paris, March 29, 1932) was an Italian politician and journalist, one of the first and important leaders of Italian socialism and one of the founders in Genoa, in 1892, of the then Italian Workers' Party.
He was a well-known publicist and man of literature, who had approached Socialism after his meeting, in Naples in 1884, with the revolutionary Marxist ideologist Anna Kuliscioff, then wife of Andrea Costa and with whom he had a deep friendship.
Together with her, in 1891, he took over the editorship of the  Social criticism journal.
After the dissolution of the party by Francesco Crispi, in 1896 he was elected deputy in a Milanese college. During the repressions that followed the popular movements of 1898, Filippo Turati was imprisoned and sentenced to twelve years, but once released he was able to vigorously resume the leadership of the party, which he directed according to his personal moderate reformist tendency, distinguishing himself for his criticism of the war in Libya and of the opposition to the Italian entry into the First World War, in 1915.
From this attitude not very similar to the more radical positions of the party, a break with some factions soon arose, including the communist one.
In 1921, in Livorno, his opponents broke away from the Italian Socialist Party to create the new Italian Communist Party. Turati was also accused, probably instrumentally, of not having conducted a firm anti-fascist policy.
From these umpteenth criticisms resulted in his estrangement from the Party. The following year Turati founded the new unitary Socialist Party. After the final victory of Fascism, dramatically marked by the crime of the socialist deputy Giacomo Matteotti in 1924, Turati decided in 1926, after taking part in the secession of the Aventine, to emigrate to France.
Here he continued his political activity collaborating with many newspapers and dealing at the forefront of socialist emigration and the organization of an anti-fascist concentration, as well as the party reunification project.
After a year marked by great efforts to internationally denounce Mussolini's dictatorship, Filippo Turati died in Paris on March 29, 1932.