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ANGELO SORGONI Maestro elementare, socialista recanatese. Studia a Osimo e a Macerata e nel 1898 ottiene la licenza ginnasiale a Recanati. Avviato alla politica dal deputato socialista Nicola Badaloni, nello stesso anno si iscrive al Psi e si trasferisce a Roma per tre anni. Qui conosce alcuni dei massimi dirigenti del partito. Tra il 1905 e il 1907 inizia a insegnare a Medicina e a Molinella, grazie all'aiuto del sindaco di questo paese, Giuseppe Massarenti. Nel 1907 insegna ad Ancona e nel contempo organizza in leghe le filandaie, i muratori, i calzolai, i falegnami. Nel 1908 fonda la camera del lavoro a Recanati, quale sezione di quella di Macerata, e viene nominato segretario della sezione socialista di Ancona. Nel 1911 diventa segretario provinciale del Psi. Ed entra a far parte del consiglio nazionale del partito. Nel 1912 entra nel direttivo della Cdl di Ancona. Si batte soprattutto nel settore dei maestri ed è uno dei creatori della Federazione magistrale della provincia di Ancona, di cui diviene presidente. Corrispondente dell'Avanti, continua a guidare le lotte operaie, compie attività antimilitarista e partecipa alla "settimana rossa". Il 28 gennaio del 1919 diventa segretario della Cdl di Ancona. Tra le prime iniziative vi è quella della riattivazione del cantiere navale di Ancona. Grazie alle firme sue e di Bocconi si ottiene un prestito della Cassa di risparmio che permette ai lavoratori di gestire direttamente la ripresa. A maggio prende parte al congresso regionale delle operaie setaiuole a Jesi. Ai primi di luglio, durante i moti per il caro viveri, nonostante il ruolo di pacificazione e di mediazione svolto dalla cdl, S. viene arrestato e tenuto per due giorni in carcere. L'anno dopo è anche ispettore marchigiano della Federterra e dirige il giornale recanatese Falce e martello. Ma nel sostenere le lotte dei contadini viene a scontrarsi con le leghe bianche e con Plinio Canonici, esprimendo sentimenti e idee fortemente anticlericali. Alla fine del 1920 lasca la guida della Cdl, anche per le accuse di "mandarinismo" da parte dei repubblicani, che lo accusano di percepire stipendi troppo alti. Partecipa al congresso di Livorno del Psi e si schiera con Serrati e gli "unitari", disapprovando la scissione comunista. In un articolo su La lotta di Fermo (26-12-1920) inneggia all'autonomia dei vari partiti operai nazionali. Resta comunque legato al suo successore nella guida della Cdl di Ancona, Zingaretti, nonostante un momento di rottura, allorché appoggia la scissione di Bocconi e la nascita di una Cdl alternativa. Sempre nell'ambito dello scontro tra socialisti e comunisti, nel marzo del 1922, anno terribile, viene a scontrarsi con Guido Molinelli all'interno della Cdl di Macerata, con un totale e definitivo indebolimento della stessa di fronte alla violenza antioperaia. Nello stesso anno, durante l'occupazione fascista di Ancona, gli squadristi gli devastano la casa. Di conseguenza si trasferisce di nuovo a Recanati. Nel 1926 viene sospeso dall'insegnamento e, dopo una breve permanenza nella carceri di Macerata e di Ancona, viene inviato al confino nelle isole Tremiti.. L'anno successivo viene trasferito a Ustica, dove conosce Ferruccio Parri, Carlo Rosselli, Amadeo Bordiga, Giuseppe Scalarini (che lascia di lui una caricatura) e altri. Viene liberato condizionalmente nell'ottobre dello stesso anno. Nel 1931 è nuovamente arrestato e denunciato al tribunale speciale per aver diffuso pubblicistica antifascista. Poi si ritira a vita privata fino alla guerra. Nel 1942, ritornato in contatto con Zingaretti, si iscrive al Pci rinnegando - come afferma nelle memorie - il passato socialista, localmente identificato con il "bocconismo", e ammettendo di non aver compreso che la rivoluzione russa non era un fenomeno passeggero, come aveva creduto fino ad allora, bensì "forte, trascinante, stabile". Nel 1944 è il primo sindaco di Recanati dopo la liberazione. Dal 1946 al 1951 è consigliere comunale ad Ancona e per un breve periodo assessore alla pubblica istruzione. Nel 1950 rimette in piedi il sindacato pensionati della Cgil.