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Antonio Bonfini (1427- 1503), celebre umanista e letterato, dalle Marche (Ascoli Piceno e Recanati) a Buda in Ungheria, dove entra in contatto con le celebri figure del re Mattia Corvino e della regina Beatrice d’Aragona e con la leggendaria Bibliotheca Corviniana, fino ad essere nominato storiografo di corte. Il Bonfini, quale rappresentante tipico dell’educazione e della cultura umanistiche, conoscitore della lingua e della letteratura greco-latina, opera a lungo nella corte ungherese e diventa uno dei più importanti personaggi protetti dal mecenatismo del re. Autore versatile di orazioni, latinizzazioni e opere di carattere letterario, il Bonfini si distingue per le sue attitudini di storico, che, dalla Historia Asculana, alla traduzione delle Storie di Erodiano (di cui si affronta la questione filologica della tradizione manoscritta), alle Rerum Ungaricarum deca des, si muove tra le innovazioni della storiografia umanistica e la riproposizione dei classici.. BONFINI, Antonio. - Storiografo umanista nato a Patrignone (Montalto; Ascoli Piceno) verso il 1427 e morto a Buda tra il 1502 e il 1505. Insegnò dapprima in Ascoli, quindi (1478) in Recanati, e fra questi due comuni divise la sua attività, fino al 1486, allorché si recò presso Mattia Corvino a Buda. Questi lo incaricò di scrivere la storia dell'Ungheria, la quale fu compiuta soltanto dopo la morte di Mattia, nel 1495, per ordine di Vladislao II, che ricompensò l'umanista conferendogli la nobiltà ungherese. Le Rerum Hungaricarum decades furono pubblicate in parte da M. Bremer (Basilea 1543), per la parte riferentesi al re Mattia da G. Heltai (Cluy 1565), e integralmente dal Sambucus (Basilea 1568) e spesso in seguito, anche in traduzioni tedesca e magiara. Esercitarono rilevante influenza sulla storiografia umanistica ungherese. Celebre umanista e storiografo. Nato in provincia di Ascoli, ha vissuto più di venti anni a Recanati prendendone la cittadinanza. Insegnante di lettere greche e latine. Fondò a Recanati la prima Accademia Letteraria. Nel 1486, fu chiamato alla corte del Re d’Ungheria, Mattia Corvino, al quale dedicò la sua storia della monarchia ungarica(Rerum Hungaricarum decades), che è la sua opera principale.