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Pola, oggetto nel corso dei secoli di distruzioni, saccheggiamenti e devastazioni ma ogni volta è riuscita a risorgere dalle sue rovine, diventando così sempre più ricca, forte ed affascinante.
Le prime testimonianze storiche su Zara risalgono al IV secolo a.C. quando la città era una colonia dell’antica tribù illirica dei Liburni. In quell’epoca era conosciuta con il nome di Jader.
E’ durante il periodo romano che Zara acquisisce la tipica conformazione urbana: viene infatti dotata di una rete stradale, una piazza centrale – il foro, accanto al quale si trovava il campidoglio elevato con un tempio.
Nel VII secolo Zara diventa la capitale della provincia bizantina della Dalmazia e all’inizio del IX secolo la città divenne la sede del vescovo Donato e del capo bizantino Paulus. A quell’epoca fu eretta sul foro ro¬mano la chiesa della Santa Trinità, conosciuta oggi con il nome di San Donato e odierno simbolo della città. Nel X secolo ebbe luogo una grande colonizzazione della città da parte dei croati. Risalgono a quel periodo la chiesa romanica di Santa Maria nonché la chiesa di San Grisogono e la cattedrale di Santa Anastasia. Nel 1202 la città venne dapprima bruciata e poi conquistata sia dai crociati e che dai veneziani.
In Dalmazia vennero costruite successivamente le prime chiese in stile gotico come San Francesco e San Domenico mentre tra i tesori dell’epoca occorre menzionare l’arca in argento dorato di San Simeone.
Dopo il periodo veneziano la città viene governata dagli Austriaci (1797) ai quali seguì il dominio francese (dal 1806 al 1813). Dopo un breve periodo di governo francese, Zara venne di nuovo sottomessa al governo austriaco che sarebbe durato fino al 1918. Con il Trattato di Rapallo Zara passò sotto il governo italiano mentre solo dopo la Seconda Guerra Mondiale fu annessa alla Croazia (come repubblica socialista federativa di Jugoslavia). Nel 1991 la Croazia dichiara la sua indipendenza dalla Jugoslavia e Zara diventa una città della nuova Repubblica di Croazia. 

 

Pula, object of destruction, looting and devastation over the centuries but each time it has managed to rise from its ruins, thus becoming richer, stronger and more fascinating.
The first historical evidence of Zadar dates back to the 4th century BC. when the city was a colony of the ancient Illyrian Liburnian tribe. At that time it was known by the name of Jader.
It was during the Roman period that Zadar acquired its typical urban conformation: it was in fact equipped with a road network, a central square - the forum, next to which there was the elevated capitol with a temple.
In the seventh century Zadar became the capital of the Byzantine province of Dalmatia and at the beginning of the ninth century the city became the seat of Bishop Donatus and the Byzantine chief Paulus. At that time the church of the Holy Trinity was erected on the Roman forum, known today as San Donato and today's symbol of the city. In the 10th century, a great colonization of the city by the Croats took place. The Romanesque church of Santa Maria as well as the church of San Grisogono and the cathedral of Santa Anastasia date back to that period. In 1202 the city was first burned down and then conquered by both the Crusaders and the Venetians.
In Dalmatia, the first Gothic-style churches were later built, such as San Francesco and San Domenico, while among the treasures of the time it is worth mentioning the silver-gilt ark of San Simeone.
After the Venetian period the city was ruled by the Austrians (1797) which was followed by French rule (from 1806 to 1813). After a short period of French government, Zadar was again subjected to the Austrian government that would last until 1918. With the Treaty of Rapallo Zara passed under the Italian government while only after the Second World War was it annexed to Croatia (as a federative socialist republic of Yugoslavia). In 1991 Croatia declares its independence from Yugoslavia and Zadar becomes a city of the new Republic of Croatia.