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Giunse a Recanati, nella metà del cinquecento, una famiglia di scultori, i Lombardi (Aurelio, Ludovico e Girolamo Lombardi), dalla nativa Ferrara e Venezia per lavorare. Aprirono la loro fonderia dietro la chiesa di San Vito, dando vita ad un importante polo fondiario dell’ Italia centrale. Col tempo Recanati divenne un importante centro fondiario. Altri si aggiunsero a loro: Tibuzio Vergelli di Camerino, Antonio Calcagni (padre di Michelangelo Calcagni, scultore), Sebastiano Sebastiani, Tarquinio e Pier Paolo Jacometti, Giovan Battista Vitali. Fu la scuola scultorea recanatese a dare il via alla tradizione di orafi e argentieri che da allora hanno lavorato sul territorio nei secoli successivi. Un esempio sono i tre portali in bronzo che abbelliscono la facciata della basilica di Loreto, lavorati nella fonderia di Recanati, voluti dal cardinale Antonio Maria Gallo, protettore del santuario (1587-1620), in vista del giubileo dell'anno 1600. Le tre porte hanno subito un recente restauro ad opera della ditta Morigi (1988-1992). Nel 1552 Girolamo Lombardo si trasferì con i fratelli a Recanati ed aprirono una fonderia dando vita ad un importante polo fondiario dell’ Italia centrale, che proseguì nelle generazioni successive con Tiburzio Vergelli di Camerino, Antonio Calcagni(padre di Michelangelo Calcagni scultore) Sebastiano Sebastiani, Tarquino e Pietro Paolo Jacometti e Gian Battista Vitali. (Bettini)