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Il Concilio di Trento fu la risposta della Chiesa Cattolica alla riforma protestante di Martin Lutero. Per rispondere ad un simile compito era indispensabile convocare un concilio ecumenico, ossia un assemblea dei vescovi di tutte le terre cattoliche. Esso venne convocato il 13 dicembre 1545 da Papa Paolo III a Trento perché era una città indipendente da Roma e appartenente all’ impero tedesco per far capire che si voleva trovare un compromesso con i protestanti. Nel 1548 a causa della minaccia di peste a Trento, il concilio fu trasferito a Bologna dove venne sospeso da Papa Paolo III nel 1549. Nel 1551 Papa Giulio II lo riaprì di nuovo a Trento ma verrà interrotto nel 1552 a causa delle guerre che vedevano coinvolte le truppe imperiali e i principi protestanti. La sua fase conclusiva andò dal 1555 al 1563. Il Concilio di Trento fu convocato alla presenza di 25 vescovi e 5 superiori generali di Ordini religiosi, tra cui il recanatese Filippo Riccabella che intervenne nella prima fase del Concilio, nel 1547, come vescovo di Macerata, poi quando alla morte del Vescovo di Recanati Paolo De Cuppis , subentrò al suo posto, come Vescovo di Recanati fino al 1553. Riccabella cedette il suo posto a Girolamo Melchiorri che intervenne al Concilio come Vescovo di Macerata.