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Il Monte Vettore (dal latino Victor, vincitore) è il rilievo montuoso più alto del massiccio dei Monti Sibillini, con i suoi 2.476 metri di altitudine, compreso all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, appartenente al comune di Montemonaco, provincia di Ascoli Piceno. È situato nell'appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche. La sua vetta, che si trova nel territorio della regione Marche, è la più alta di un arco montuoso che ha una caratteristica forma ad "U" e che comprende, seguendo l'arco da ovest a est, Quarto San Lorenzo, Cima del Redentore (2.448 m), Cima del Lago, il Vettore stesso, Monte Vettoretto (2.032 m) e Monte Torrone (2.102 m). Sulla pendice nord del monte Vettore, nella conca naturale abbracciata dall'arco montuoso, a 1.941 metri di quota si trova il Lago di Pilato. La facciata esterna dell'arco montuoso invece domina il Pian Grande di Castelluccio di Norcia, una vallata ricca di coltivazioni di lenticchia, legume caratteristico del luogo. Dalla vetta del monte si può ammirare in giornate limpide il Gran Sasso a sud-est e il Terminillo a sud-ovest, il litorale marchigiano e l'Adriatico ad est. Sulle pendici sud del monte si trova, a quota 2.238 m s.l.m., il rifugio Tito Zilioli gestito dal C.A.I.. Il Monte Vettore presenta una fascia trasversale di ghiaia che è detta la strada delle fate. La leggenda popolare narra che una volta, le fate, si siano fermate più a lungo a danzare con i giovani di Pretare e che per non essere sorprese all'alba, fuggirono con tanta precipitazione da lasciare le loro impronte sulla montagna, creando così la loro strada. Il racconto è noto sia agli studiosi delle tradizioni popolari che ai valligiani. Dalla mitologia apprendiamo che i monti Sibillini furono considerati luoghi abitati da divinità buone e cattive. La presenza di caverne e antri misteriosi erano considerati accesso al regno dell'oltretomba, come quello di cui ci parla Virgilio nel sesto canto dell'Eneide.